venerdì 7 aprile 2017

Un orologio dell'altro mondo

Ho così tante passioni da non riuscire a coltivarne la maggior parte e, molte di queste, rimangono ormai nell'ombra indolente dei vorrei-ma-non-posso. La fortuna mi ha permesso d’intraprendere, però, un lavoro che mi aiuta ad assecondarne diverse altre, tutte legate insieme da un filo comune di bellezza e unicità. Chi mi conosce sa del mio elvetico amore fanciullo (un’altra passione), per quel piccolo lembo di territorio inerpicato tra le Alpi dove cioccolato (vorrei-ma-non-posso) e orologi sono vanto nazionale. Storia narra che in queste vallate isolate dal resto d'Europa, si lavorasse, durante le lunghe e fredde stagioni invernali, per creare preziosi segnatempo per le corti di tutta Europa. Quei codici di capacità e savoir faire, trasmessi nel tempo, si tramandano ancora oggi in molti degli atelier che realizzano capolavori della tecnica e dello stile.
La prima volta  che ho indossato il Montbanc Heritage Spirit “Orbis terrarum” (anche “Orbis Terrarum”), lo ammetto, si è fermato il tempo.  Adagiato al polso percepivo il “cuore” in movimento, la frizione oscillante artefice dell’energia vitale perché ogni singola ruota, indissolubilmente connessa alle altre, svolgesse il proprio compito. Il quadrante, realizzato in vetro zaffiro multistrato, è un viaggio sublime nell’ora universale. I continenti visti dal Polo Nord, sono circondati dalle 24 città che rappresentano i  fusi orari e un disco girevole mostra il giorno e la notte muovendosi in simbiosi con il trascorrere del tempo. In un solo colpo d’occhio il giorno e la notte nel mondo in quell’istante non ha più segreti. A “ore 8” un pulsante fa spostare la città di riferimento ruotando, contemporaneamente, i continenti e il “giorno e la notte”. Una pressione e la magia comincia. Divino. Amo questo strumento perché è un viaggio nel tempo e nello spazio con il solo volgere del pensiero. Come dire un  orologio dell’altro mondo.

Domenico Ferraguto

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