Ho così tante passioni da non riuscire a coltivarne la
maggior parte e, molte di queste, rimangono ormai nell'ombra indolente dei
vorrei-ma-non-posso. La fortuna mi ha permesso d’intraprendere, però, un
lavoro che mi aiuta ad assecondarne diverse altre, tutte legate insieme da un filo
comune di bellezza e unicità. Chi mi
conosce sa del mio elvetico amore fanciullo (un’altra passione), per quel
piccolo lembo di territorio inerpicato tra le Alpi dove cioccolato (vorrei-ma-non-posso)
e orologi sono vanto nazionale. Storia narra che in queste vallate isolate dal resto d'Europa, si lavorasse, durante le lunghe e fredde stagioni
invernali, per creare preziosi
segnatempo per le corti di tutta Europa. Quei codici di capacità e savoir faire,
trasmessi nel tempo, si tramandano ancora oggi in molti degli atelier che realizzano
capolavori della tecnica e dello stile.
La prima volta che ho indossato il Montbanc Heritage Spirit “Orbis
terrarum” (anche “Orbis Terrarum”), lo ammetto, si è fermato il tempo. Adagiato al polso percepivo il “cuore” in
movimento, la frizione oscillante artefice dell’energia vitale perché ogni singola
ruota, indissolubilmente connessa alle altre, svolgesse il proprio compito. Il
quadrante, realizzato in vetro zaffiro multistrato, è un viaggio sublime nell’ora
universale. I continenti visti dal Polo Nord, sono circondati dalle 24 città
che rappresentano i fusi orari e un
disco girevole mostra il giorno e la notte muovendosi in simbiosi con il
trascorrere del tempo. In un solo colpo d’occhio il giorno e la notte nel mondo
in quell’istante non ha più segreti. A “ore 8” un pulsante fa spostare la città
di riferimento ruotando, contemporaneamente, i continenti e il “giorno e la notte”.
Una pressione e la magia comincia. Divino. Amo questo strumento perché è un viaggio
nel tempo e nello spazio con il solo volgere del pensiero. Come dire un orologio dell’altro
mondo.
Domenico Ferraguto

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