Passeggiando tra le vie del centro scopro il progetto imprenditoriale che restituirà alla città di Catania uno tra i miti della Belle Époque etnea. La "Grande Birraria Svizzera" fondata nel 1890 dai fratelli Tscharner, esponenti di quella colonia svizzera a Catania promotrice di iniziative commerciali di successo. Più noti Caviezel e Caflish perché diedero il proprio nome alle attività d'impresa ma, nell'amarcord delle immagini indimenticate di Catania, non è da meno il bar letterario di piazza Nicolella. Situato al pianterreno di Palazzetto Biscari si trovava di fronte, allora, al Palazzo della Banca Nazionale Poste e Telegrafi progettato da Carlo Sada.
La Grande Birraria Svizzera era ritrovo di intellettuali ma anche di commercianti e impiegati del vicino istituto postale.
Ripristinare un mito di questa portata, nella sua genialità, è una responsabilità non da poco. Una bella sfida che, però, può intercettare un pubblico disorientato da un'offerta troppo spesso di basso costo e, quindi, di scarso livello.
Certo, vien da chiedersi il senso di un investimento importante rispetto ad una contingenza economica sfavorevole ma, riflettendo bene, sembra esserci uno spazio infinito.
L'accesso ad alcuni locali di qualità è impresa quanto mai ardua. Se per accomodarsi al tavolo del nuovo Ristorante Le Tre Bocche di via Etnea occorre prenotare, se va bene, almeno tre giorni prima avrà pur un significato. Se gli avventori di via Santa Filomena sono disposti a lunghe attese all'addiaccio per gustare le pietanze di locali come Fud e Il Sale Art Cafè, ci sarà pur un motivo. Se l'arancino di Savia da più di cent'anni è motivo di pellegrinaggio verso l'angolo di via Etnea con via Umberto dovremmo farci delle domande e... darci risposte.
Ovvio, c'è il fattore moda ma il successo non è mai casuale e, oggi più di ieri, la qualità di prodotto e servizio fa la differenza.
Ho fiducia nello sviluppo commerciale del centro storico di Catania. Anzi ho certezza, in caso contrario cambierei mestiere, Affinché, però, il processo positivo possa velocizzarsi occorre realizzare la tempesta perfetta, tra pubblico e privato, ognuno con le proprie competenze. Da una parte garanzia di decoro urbano, sicurezza e qualità della vita. Dall'altra eccellenza nella proposta commerciale e d'intrattenimento,
E, con franchezza, meno macchine e più spazi a misura d'uomo in centro.
Si può fare. Si deve fare.
Domenico Ferraguto

Nessun commento:
Posta un commento